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Lettera 9 ottobre 1990

Camaçari 09 ottobre 90
Natale 1990

Carissimi amici,

Un  forte abbraccio a tutti.

Alcuni amici mi hanno scritto, dopo, l’ultima lettera circolare, per comunicarmi che volevano far qualcosa per protestare contro gli aiuti del governo italiano all’Ospedale Monte Tabor, che in Salvador caccia un gruppo di contadini e serve i   ricchi del 3° mondo. Grazie. L’appoggio che voi potete darci è sempre molto importante. È bene che si sappia dove vanno a finire i soldi dei cittadini destinati ai poveri del 3° mondo…

Tutte le volte scrivo che la situazione è molto grave e forse vi siete stancati perché ripeto sempre le stesse cose… ma come fare?  La lingua batte dove il dente duole… e purtroppo le cose non tendono a migliorare.

Però insieme alle cose negative che già conoscete, ci sono delle cose positive.

In luglio, con gli aiuti ricevuti dalla Caritas di Fano, abbiamo inaugurato un salone nel quartiere di Camaçari de Dentro. È usato per gli incontri di catechismo, dei giovani, delle  lavandaie  che  sono  al  lavoro  per   formare la loro associazione (con l’appoggio della parrocchia).

Un gruppo di quaranta ragazzini frequenta il doposcuola che supplisce alle deficienze della scuola pubblica. Per questa iniziativa stiamo ricevendo gli aiuti del CIF ·di Fano.  In pochi mesi i ragazzini hanno fatto progressi: adesso vanno al doposcuola contenti, spontaneamente e piace loro studiare la matematica; fare i temi, descrivere la loro vita, quello che fanno, che pensano…  Nei primi giorni non volevano sentir parlare di composizioni, abituati come erano, nella scuola a rispondere con “x” ai vari quiz e ·a imparare tutto a memoria.  Adesso imparano in modo nuovo; partecipando attivamente.

Il laboratorio di ceramica va avanti. I giovani e le signore hanno partecipato ad’ una fiera in Salvador.  Cominciano a vedere che anche la qualità dei prodotti sta migliorando.  Ancora c’è bisogno del   nostro aiuto, anche materiale, ma l’idea di formare una cooperativa sta facendo strada.

Negli ambienti della ceramica, un gruppo di signore, con l’orientamento di un medico preparano medicine a partire dalle erbe.  Sono a buon mercato e    senza le controindicazioni delle altre medicine. Tra qualche giorno un pezzo di terra   sarà usato per coltivarci   le   piante medicinali.

In  d u e quartieri popolari stiamo costruendo le chiese di San Francesco e della Madonna della Liberazione.  La gente si dà   da fare per contribuire ma la cosa non è facile perché la maggior parte delle famiglie è molto povera.  Non fa male ricordare che lo stipendio minimo è di 6.425 cruzeiros, ma ci vogliono 55.000 cruzeiros per soddisfare   le   necessità di una famiglia di quattro persone.

Nella casa parrocchiale sono molti quelli che vengono per chiedere un po’ di aiuto. Con quello che ci mandate riusciamo a fare qualcosa: alimenti per   alcune   famiglie che soffrono   la fame, mattoni, tegole   per riparare una casa, medicine   per   i malati e    anche operazioni che   non possono aspetta­re   perché   la mutua locale non assicura niente. In questi giorni è venuta in casa parrocchiale dona Antonia con il suo ottavo figlio. Li   abbiamo fotografati. Il bambino ha 2 mesi di vita ma sembra che abbia pochi giorni, tanto è       piccolino e malnutrito. Vi chiedo un aiuto per questo bambino, perché possa vivere e crescere sano come i bambini italiani . . . e purtroppo questo non è un caso isolato.

I contadini di Camaçari s sono sempre minacciati di espulsione dalla terra dove hanno sempre  lavorato e vissuto. Anche questo è un problema molto serio e il Sindacato vorrebbe disporre dei servizi di un avvocato. Possiamo aiutarli?

Le altre cose vanno come sempre.
I catechisti, i giovani, gli animatori delle comunità si impegnano sempre piùper portare avanti un discorso di fede, che si traduce in solidarietà coi     fratelli.
Nell’ultima revisione sulle   attività   del   mese di settembre, abbiamo notato che sempre più le varie comunità assumono le proprie responsabilità senza aspettare la parola e le direttive  del prete. Stiamo costruendo un nuovo modo di essere Chiesa, una Chiesa a servizio del Regno, dove tutti si sentono fratelli, ugualmente responsabili.

Malgrado tante difficoltà, sono qui, sempre sulla breccia…. e a fine ottobre saranno 25 anni di Brasile!!! Un forte abbraccio a  tutti …

 

Associazioni e Progetti

  • Associazione Apito
  • Progetto Agata Smeralda

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