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Lettera del 18 marzo 1991

Camaçarì 18 marzo 1991

Carissimi amici, un forte abbraccio.

In questi mesi molti mi hanno scritto dopo l’ultima circolare. Ho ricevuto anche aiuti per le varie iniziative della Parrocchia. Vi ringrazio anche a nome della gente di qui e abbiate pazienza se non sono molto rapido nel rispondere.

Un amico mi ha fatto notare che ripetendo sempre le stesse cose: il Brasile va male, le cose peggiorano, non sarebbe meglio trasmettere un po’ di ottimismo? Non è facile. Mi vengono in mente le parole del salmo 137 (136): “Là ci chiedevano parole di canto… canzoni di gioia…Come cantare i canti del Signore in terra straniera?”

Come dimenticare che alla fine del 1989 lo stipendio minimo equivaleva a 100 dollari, oggi equivale a 80? E solo l’affitto di una casetta in un quartiere popolare è sui 45 dollari. Una famiglia di 4 persone avrebbe bisogno di 460 dollari per vivere più o meno decentemente per un mese.

L’educazione fa acqua da tutte le parti. Nelle scuole elementari ci sono classi con più di 40 alunni, che alla 3° elementare non hanno imparato a leggere e a scrivere. Nelle magistrali di Camaçarì l’insegnate di matematica ha cominciato le lezioni in agosto (l’anno scolastico comincia in marzo).

In questi ultimi mesi qui nel Complesso Chimico più di 3000 operai sono stati dimessi e la tendenza è di peggiorare.

Dà una stretta al cuore vedere tanti uomini, al lunedì mattina, nella piazza principale di Camaçarì, che aspettano qualcuno che li possa ingaggiare (cf Mt. 20, 1ss). Dà una stretta al cuore vedere tanti bambini, che non possono andare a scuola perché devono lavorare di espedienti e che aumenteranno il numero di emarginati, future vittime dei gruppi di sterminio di minori… che esistono anche qui… Ma chi può presentare prove? Chi ha il coraggio di denunciare?

L’uccisione dei contadini continua e rimane impunita. Qui, vicino alla nostra città, un gruppo di “pistoleiros” ha incendiato di notte, la casa di un contadino, dirigente del sindacato. La famiglia, che stava dormendo, è riuscita a salvarsi per miracolo, ma ha perduto tutto… la polizia è stata avvisata subito, ma ha iniziato le indagini sul caso, dieci giorni dopo, perché con la Commissione di Giustizia e Pace e alcuni sindacati siamo riusciti a far arrivare la notizia sui giornali.

Ricordate le famiglie che sono state espulse dalle loro terre dall’Ospedale Monte Tabor, che riceve finanziamenti del Governo italiano per aiutare i poveri del Terzo Mondo? Ebbene ancora aspettano una soluzione… Ma dal punto di vista legale tutto è in ordine.

Secondo un documento della FAO, 53 milioni di brasiliani, 40% della popolazione, soffrono la fame.

Non è facile dimenticare queste cose, come non è facile dimenticare le famiglie che vengono ogni giorno nella casa parrocchiale per chiedere un po’ di alimento…

Nella lettera precedente vi parlavo del figlio di Dona Antonia, destinato alla morte o ad una sopravvivenza piena di stenti. Lo stiamo aiutando con gli aiuti che ci avete mandato, impegnando in questo il gruppo delle signore delle medicine naturali, ma la cosa non è facile perché D. Antonia che ha altri 7 figli, non vuole saperne dei consigli dei medici, lei vuole che il bambino mangi ciò che a lei sembra giusto. Ogni volta che affrontiamo un caso concreto (quello di D. Antonia è uno dei tanti…), ci accorgiamo che non si tratta di qualcosa di isolato e che solo un grosso cambiamento a livello di struttura potrà provocare una vera trasformazione.

In questi giorni di Guerra del Golfo, i brasiliani hanno seguito lo svolgersi del conflitto, naturalmente appoggiando i soldati buoni, quelli che erano andati per liberare il Kuwait (c’erano anche i soldati italiani) e hanno pianto sui morti, sulla devastazione ecologica, dimenticando (o sarebbe meglio dire, forzati a dimenticare) la situazione di tanti morti, vittime dei vari tipi di violenze, degli indios decimati dalla nostra civiltà, dell’inquinamento che avanza sempre di più.

Qualcosa di positivo c’è. Tanta gente continua a lavorare per coscientizzare, per aiutare la gente a organizzarsi. E noi continuiamo con il nostro lavoro.

Dopo le vacanze estive (gennaio-febbraio) abbiamo realizzato corsi di preparazione per catechisti e animatori delle comunità. In tutti i quartieri di Camaçarì (la città ha più di 120 mila abitanti) sono presenti 48 gruppo di catechismo per un totale di 800 bambini e adolescenti. Più di 200 giovani frequentano il catechismo in preparazione alla cresima. Tutti sono inseriti nelle comunità di base che cercano di vivere alla luce del Vangelo i problemi di ogni giorno.

L’esperienza del Doposcuola va avanti con gli aiuti del CIF di Fano. Dopo il risultato positivo dell’anno scorso, per l’insistenza dei genitori, abbiamo aumentato i gruppi, adesso ci sono quattro gruppi, con 4 insegnanti e 98 alunni.

La cooperativa di ceramica sta passando per la crisi che è di tutto il Brasile. Con il potere d’acquisto degli stipendi che diminuisce ogni giorno più non è facile vendere gli oggetti di ceramica. Ma andiamo avanti ugualmente. E’ arrivato un nuovo forno di 1 m3, dono dei ceramisti di Treviso, e i ragazzi e le signore si danno da fare per migliorare la qualità dei prodotti, mentre aspettiamo un miglioramento della situazione. E’ sempre importante la vostra collaborazione. Il gruppo delle erbe medicinali si sta ampliando. E’ sempre più conosciuto in città e viene incontro a tante necessità della gente. Vanno avanti i lavori di costruzione delle due chiese, di San Francesco e della Madonna della Liberazione. Spero che potremo inaugurarle quest’anno.

Siamo riusciti, anche con il vostro aiuto a trovare un avvocato per il Sindacato dei Contadini, sempre minacciati di espulsione. In questi giorni l’avvocato sta aiutando un gruppo di venditori e bibite e cibi che lavorano sulla spiaggia. Il sindaco vuol migliorare l’aspetto della spiaggia per renderla più attraente al turismo e vuole ridurre i chioschi da 87 a 40… Per la maggior parte dei venditori si tratta dell’unico mezzo di sopravvivenza e rimanere senza il chiosco vuol dire la fame…

La presidente dell’Associazione dei venditori è stata comprata dal Municipio e quelli che si sentono danneggiati sono venuti in parrocchia per chiedere aiuto. Come vedete sorgono sempre nuovi problemi, nuove preoccupazioni, nuove sfide…

Anche gli inseganti del Municipio vogliono poter ricevere l’appoggio dell’avvocato perché i loro stipendi si stanno riducendo sempre più. Il presidente del sindacato che insegna alle medie, al mattino e al pomeriggio, guadagnava, 5 anni fa, 7 stipendi minimi, ora ne riceve 3 e mezzo per lo stesso lavoro…

In tutta l’America Latina stiamo preparando le celebrazioni per i 500 anni di conquista-evangelizzazione. Ci stiamo dando da fare per aiutare la gente a recuperare la memoria, ricordando le civiltà che sono sorte prima di Cristoforo Colombo e la distruzione avvenuta con l’avvento della civiltà occidentale e cristiana.

Non credo che sia cristiano dimenticare quello che è successo, anche se non ci dà molto onore. L’eccidio degli Indios (che ancora continua), della sua cultura, l’imposizione di una nuova cultura, di una nuova religione, non possono essere dimenticati con l’argomento che non si possono giudicare le cose col “senno di poi”, perché in quel tempo molti hanno protestato, si sono opposti ai piani degli sfruttatori e sono stati fatti tacere come eretici e sovversivi.

Oggi vogliamo che la gente ricordi questi fatti perché l’evangelizzazione sia veramente annuncio allegro di una buona novella, di una novella di liberazione, senza trionfalismo.

Un caro saluto a tutti e anche se in ritardo, una buona Pasqua.

Un forte abbraccio

Paolo

Ho letto stamattina nel giornale che il Brasile ha consumato nel ’90 meno fagioli (11,9%) e riso (1,9%) che nell’89.

 

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