Salvador, 6 gennaio 1969
Vi dicevo che in parrocchia continua la vita di sempre. Il 4 abbiamo fatto il primo matrimonio solenne, con Messa, nella chiesina di Fazenda Grande. È stata una cerimonia molto bella, con molta partecipazione di popolo. La sposa è una catechista.
Maceió, 19 gennaio 1969
La situazione qui continua come sempre. Il governo ha privato 43 fra deputati e altri pezzi grossi dei diritti politici e ha annunciato che siamo all’inizio della purga per purificare il Brasile degli elementi corrotti e anticristiani. Tra i corrotti e anticristiani ci sono tre preti che ancora sono in prigione. E altri tre che sono stati buttati fuori. Per ora io non sono considerato corrotto, lo sarò? Beh vedrete! State tranquilli, io sono super tranquillo e non vi dico che sono prudente perché lo sapete già…. Vi ripeto che se anche ci troviamo in una situazione difficile non siamo in uno stato di assedio. Le uniche volte che la polizia mi ha chiesto i documenti è stato in queste volte che sono sbarcato dagli aeroporti.
Salvador, 24 febbraio 1969
Qui tutto continua bene. Abbiamo fatto una 3 giorni per i ragazzini e le ragazzine della parrocchia. È andato molto bene, spero che possiamo fare qualcosa di più quest’anno con i giovani. Abbiamo anche cominciato il ginnasio per gli adulti, in cui insegnano i ragazzi e le ragazze della parrocchia, gratis. Stiamo anche cominciando a fare le divisa con le signore del centro di artigianato, se va bene può essere una fonte di entrata per loro.
Salvador, 3 marzo 1969
Situazione politica: sempre pesantissima. Il governo adesso non dà la possibilità di studiare agli studenti che abbiano partecipato di manifestazioni. Quel mio amico che era stato ferito (ve lo ricordate?) è stato espulso dall’università. Adesso si trova sulla strada.
… In parrocchia c’è una netta ripresa delle attività. La scuola per adulti (ginnasio) sta funzionando bene e sono 62 gli alunni. I ragazzi e le ragazze mi danno un esempio ammirevole, insegnando, gratis, di notte, dopo una giornata di lavoro.
Abbiamo ripreso (dico abbiamo perché ieri ho lavorato un po’ anch’io, e mi sono subito venute le vesciche alle mani) il lavoro della Cappella di Fonte do Capim. I ragazzi con cui ho fatto l’ultimo accampamento hanno lavorato tutta la domenica!
Domenica dovremmo cominciare il catechismo e dovremmo vedere di fare una scuola (elementare) per adulti. Poi ho da ricominciare a visitare le scuole elementari (con un totale di 3000 alunni) che ho a Fazenda Grande, le famiglie. Insomma di fronte ho la prospettiva di un bel lavoro.
Continuerò ad interessarmi di un gruppetto di seminaristi, che stanno fuori dal seminario, ma li aiuterò dal punto di vista spirituale.
Salvador, 9 marzo 1969
Sono abbastanza soddisfatto di come la cosa stia andando, adesso cercheremo di organizzare questi adulti in modo che con lo studio si formino anche…
Mamma tu mi parli della stoffa mandatami da zia Giorgina[1], mi è arrivata e sarà utilizzata dalle ragazze per farci vestitini che poi saranno venduti e così loro avranno modo di radunare qualche soldo. Scriverò poi a zia Giorgina.
Intanto abbiamo cominciato a fare le divise per le ragazze del Collegio, altra fonte di guadagno per queste povere donne. Spero di fare in modo che il loro lavoro sia retribuito con 10.000 cruzeiros (= 1.200 lire) ogni divisa, sembra poco ma quando pensate che il salario è sulle 100.000!…
Vedremo in seguito cosa faremo per continuare questa esperienza, di aiutare facendo lavorare quelle che hanno buona volontà… Intanto facendo tutto questo mi accorgo che acquisto sempre più amicizie e questo è meraviglioso. Se è vero che sono venuto quaggiù per portare il Cristo, per continuarlo, penso che debba mostrare soprattutto il Cristo amico e … ovviamente il prete amico.
… Nell’ultima lettera vi avevo detto che quel mio amico che era stato ferito dalla polizia era stato escluso dal dall’Università. Per fortuna la notizia era falsa. È già iscritto all’università, ha avuto abbastanza fortuna da rimanere fuori dalle liste della polizia.
Riprendo a scrivere oggi, domenica sera, dopo la messa. La chiesa anche oggi era super piena e stiamo notando con soddisfazione che la gente sta partecipando sempre di più della Messa[2], soprattutto stiamo notando che tutti quelli che vengono a Messa sono fratelli… che si conoscono, che si vogliono bene.
Mamma, mi chiedi se ho bisogno di qualcosa che mi potresti mandare per Antonina[3]. Di quattrini ho bisogno sì, me ne vergogno, ma è la verità. Di altre cose, no. Quando tornerò a Fano penso che sarà bene rifare due paia di calzoni cachi, perché quelli che sto portando stanno finendo, ma dureranno senz’altro fino ad agosto. Poi due paia di calzoni e una giacca l’ho data ad altrettanti poveri. Ho pensato che fosse bene così, spero che non mi abbiate a rimproverare.
Salvador, 19 marzo 1963
Nella mia casa di Fazenda Grande e soprattutto nella mia stanza sta piovendo, ma ho trovato la soluzione, ho messo una tela plastica sul letto di sopra e io sotto dormo pacificamente… Vi avevo detto che il materasso era super duro e le lenzuola di tela di sacco, ma ci si dorme benissimo! Ieri sera alcuni parrocchiani insistevano perché facessi intonacare la stanza, perché si vedono i mattoni, non riescono a capire che quello che mi interessa è cercare di vivere come loro. E anche se piove dentro è bene così, condivido un po’ di più la loro condizione. Ma loro, infelicemente, sono abituati a vedere il prete distante e ricco. Ho ripreso anche il mio apprendistato di falegname, certo che è più facile studiare… Ho già fatto due cassette per bocche di altoparlante e sono abbastanza ben messe. Ho già usato anche la sega elettrica. Spero di poter arrivare a casa con dei bei calli.
Il corso di ginnasio sta andando bene. Adesso stiamo preparando il corso elementare per adulti. La cooperativa di cucito sta continuando bene. Sto cercando in tutti i modi che siano loro ad assumere (non so se è una parola italiana)[4] la direzione dei lavori. Gli scampoli di zia Giorgina stanno servendo moltissimo. I lavori nelle varie cappelle sono fermi perché con la pioggia nessuno se la sente di lavorare. Sto visitando le scuole elementari per conoscere le maestre e per vedere come si può dare il catechismo. Non è una cosa molto facile, perché di catechismo non ne sanno niente le maestre e non è materia di insegnamento, lo danno se se la sentono. L’anno scorso era riuscito a convincerne alcune, ma quest’anno me le hanno cambiate quasi tutte. Vedremo.
Sto predicando in questi giorni un corso di esercizi alle signore della parrocchia in tre posti e nella Settimana Santa cercherò di fare un ritiro con giovani e ragazzi della parrocchia.
Salvador, 26 marzo 1969
Durante questa settimana stiamo facendo due ritiri per signore, in due bairros differenti, e la frequenza è abbastanza buona. Certo che per me è alquanto pesante, ma ormai ci sono abituato. E poi adesso penso al tempo che avrò in Italia per riposarmi.
A proposito di Italia, penso che durante il mese di novembre cercherò di fare un corso di aggiornamento teologico, in modo da approfittare in pieno delle ferie. Il Ginnasio per adulti continua bene e così anche il gruppo di cucitrici, certo che mi fanno perdere un sacco di tempo, ma forse non è tutto tempo perso perché mi serve molto per aumentare le varie amicizie.
La situazione politica continua molto pesante, anche se apparentemente tutto sembra normale. Alcuni giorni fa la polizia ha invaso un convento di domenicani di Belo Horizonte. A Salvador finora nessun prete è stato imprigionato, anche se alcuni hanno ricevuto dei richiami alla prudenza dai signori militari.
Non preoccupatevi con me, cerco di essere prudente, ma nello stesso tempo neppure voglio essere vigliacco.
Non devo ripetervi che continuo ad essere tranquillo in tutti i sensi. Sto bene. Ho ripreso a pranzare nelle case e l’altra domenica ho pranzato due volte per non dire di no a una famiglia povera. È una cosa bellissima scoprire che la gente mi vuol bene, mi considera amico.
Salvador, 1º aprile 1969
Siamo nella Settimana Santa e neppure me ne accorgo! È vero che avrò un sacco da fare in questi giorni, ma tante cose, tutto il da fare che ho mi sta aiutando a dimenticare un po’. Questa mattina, per esempio, sono stato nella segreteria dell’educazione per vedere se riusciamo a far avere la scuola ai bambini dei desabrigados. È una storia lunghissima. Sono tre anni che questi bambini rimangano senza scuola. E non è che ho molte speranze che la situazione possa migliorare. Pare un assurdo: da un lato il governo insiste e fa una campagna perché i genitori mandano i figli a scuola, dall’altro non vuole nominare le maestre che dovrebbero insegnare, così abbiamo un sacco di bambini iscritti, ma che non vanno a scuola. La gente non sa a chi rivolgersi. E il prete, come al solito, fa il tappabuchi.
In queste settimane qui in Brasile c’è stato l’anniversario, il quinto, della rivoluzione del ‘64 con la dittatura militare. Molta gente è stata fatta prigioniera. E anche gente che io conosco… Ancora non si vede per niente una schiarita. Alcuni professori sono stati anche espulsi dalla scuola e alunni sospesi.
Salvador, 11 aprile 1969
È finita la Settimana Santa, ma non credete che abbia avuto un lavoro come l’hanno di solito i preti in Italia. Ho confessato pochissimo, penso proprio che la gente di qui sia senza peccato… Certo è un’esagerazione, ma certamente la coscienza morale è molto diversa da quella che abbiamo noi.
Le cerimonie della Settimana Santa sono riuscite molto bene nella cappella di Fazenda Grande, anche come partecipazione di popolo. Nella notte di Sabato Santo ho battezzato una ragazza di 20 anni e una di due mesi, Francesca, della quale io sono il padrino…. Il giorno di Pasqua, poi sono stato al mare col gruppo di ragazzi e ragazze, è stato molto bello, abbiamo discusso quasi tre ore. E abbiamo deciso di responsabilizzarci per la scuola elementare di Villa Natal, dei desabrigados, perché il governo non manda maestri. E così i ragazzi e ragazze insegneranno gratis. Mi pare che quello che stanno facendo questi ragazzi è ammirevole, mi pare che tutto questo sia profondamente cristiano. Naturalmente continuiamo con la scuola notturna per adulti di ginnasio e di preparazione al ginnasio. Hanno mostrato finora molta e molta buona volontà questi ragazzi e ragazze. Finora non c’è stato uno che insegna che sia mancato una volta!
Dalle notizie che continuamente si vedono sui giornali, avrete notato che la confusione tra i preti esiste in ogni posto, anche i monsignori di Curia non si fanno troppo onore. Avrete saputo anche dei 250 preti dell’Argentina che minacciano. Staremo a vedere. Certo, mi pare che sia ingiusto dare la colpa solo a una delle parti, di solito un po’ di colpa ce l’hanno tutti e l’unica cosa sarebbe che tutti, compreso il Vaticano, si mettessero in un atteggiamento di umile scoperta della parola di Dio.
Anche qui continua l’uscita a ritmo continuo di preti e di suore. Adesso sembra che a Fazenda Grande le suore non possano più venire, perché ne escono a ritmo continuo. È difficile giudicare una cosa simile.
Verso il 20 mi pare che Dom Eugenio andrà a Roma per ricevere il cardinalato. Qui non c’è stata tanta festa perché purtroppo il Vescovo non è conosciuto affatto dal popolo, è più un Vescovo che lavora a tavolino.
E lunedì di Pasqua ci siamo riuniti col Vescovo. Tutti preti, laici e religiose che lavorano in diocesi per una cena. Tutti in cravatta. Adesso anche i vecchi vanno in cravatta, è una moda come un’altra. Per me quando non c’è niente di ufficiale, preferisco andare in maniche di camicia per essere ancora di più uguale alla mia agente. La situazione di qui continua sempre pesante, molta gente in prigione, molta gente cercata dalla polizia, ma esternamente non si nota niente, tutto sembra continuare come prima. Solo il costo della vita continua a salire, mentre le paghe rimangono uguali.
Salvador, 26 aprile 1969
Siamo riusciti ad aprire la scuola per i desabrigados, con ragazzi e ragazze della parrocchia che insegnano gratis, ma sto ancora insistendo con la Segreteria di educazione per avere professori, sono riuscito ad avere dal Governo i libri, e forse avremo anche la merenda per la scuola. Poi stiamo lottando per mettere a posto il posto medico, perché a Fazenda Grande non abbiamo nessuna assistenza medica. Naturalmente a tutto questo aggiungete il normale lavoro come prete, e potete immaginarvi il da fare che ho. Basta dire che sono 10 giorni che vado a letto alle 11:30 per alzarmi alle 05:30. L’amicizia con la gente sta aumentando e questo mi ripaga per tutte le fatiche che faccio.
È chiaro che i soldi che mi mandate li do agli altri. Ieri l’altro ho comprato carne, farina e latte per una famiglia che stava passando la fame.
Salvador, 6 maggio 1969
Ieri l’altro ho finito trent’anni. Sono ormai un “vecchio”. In parrocchia mi hanno fatto un sacco di feste… molti regali di fazzoletti e saponette, più due camicie. Anche da queste piccole cose sto notando il bene che la mia gente mi vuole, e questo per me è una cosa magnifica. Purtroppo non ho potuto avere il tempo per riflettere su questi miei trent’anni, per vedere come li ho passati, se li ho passati bene o male. Penso che una riflessione di questo tipo la farò in Italia.
Qui tutto bene: il lavoro nelle varie scuole continua e la gente continua comincia a responsabilizzarsi per le varie iniziative. I desabrigados stanno lavorando per mettere a posto il posto medico. Speriamo che possa cominciare a funzionare presto.
Salvador, 12 maggio 1969
Mamma, quando verrò in Italia penso che sarà bene rifare un po’ il mio guardaroba, o meglio, i calzoni. Quei due paia cachi ancora durano e penso che dureranno ancora due mesi, ma dovrei rifarne altri due paia e anche un vestito completo. Perché (non mi rimproverare) gli altri li ho dati, eccetto quello che aveva fatto Toto[5], ai poveri. Ne avevano più bisogno di me.
Salvador, 19 maggio 1969
Mi pare che vi avevo detto che siamo nel tempo delle piogge. Un disastro. Stasera, per esempio, sono dovuto andare in città, mi sono bagnato tutto come un pulcino. Le strade sono autentici canali. A Fazenda Grande stanno cadendo poche case. I lavori della chiesa di Fonte do Capim sono fermi da parecchio tempo e aspettiamo che la smetta di piovere.
La scuola che i ragazzi e le ragazze stanno facendo continua bene. Il pensare al sacrificio di questi ragazzi mi fa dimenticare la fatica e mi mette lo stimolo per fare di più. Adesso sto lottando (mi pare che sia il termine più esatto) per avere la merenda per la scuola, e spero di poterci riuscire. Stiamo anche portando avanti il posto medico.
La situazione di qui è sempre pesante. I prezzi dei generi alimentari stanno aumentando vertiginosamente. Pensate che mentre il salario minimo è aumentato da nuovi cruzeiros 100 a 120., la carne è aumentata da 2,70 a 3,50! Le cipolle da 0,60 a 1,80. Noi ci stiamo domandando sempre più spesso: come farà il popolo a mangiare?
Salvador, 26 maggio 1969
Qui tutto va bene. Dopo le continue piogge che hanno causato lo smottamento di una parete, che ha provocato 15 morti, adesso sembra che la situazione sia un po’ migliorata, sta piovendo di meno. Varie case in parrocchia sono cadute.
La situazione politica continua pesante. A Fortaleza, a 1000 km da qui, hanno imprigionato un prete perché avrebbe parlato male delle forze armate durante la predica (le forze armate sono quelle che hanno fatto il colpo di Stato). Ieri, giorno di Pentecoste, tutte le chiese di Fortaleza, che è arcidiocesi, sono rimaste chiuse in segno di solidarietà e protesta. Noi abbiamo parlato del fatto durante la Messa, e come segno di solidarietà non abbiamo fatto nessun canto. Certo, babbo, tu dirai che devo essere prudente, ma altro è la prudenza, altro è essere conigli. E mi pare che di conigli la Chiesa abbondi.
Tutto continua bene nelle scuole dei ragazzi. Solo nel posto medico si sta battendo il passo. Ieri, per esempio, gli uomini non hanno affatto lavorato. Domani dovrebbero ricominciare i lavori della chiesa di Fonte do Capim. Mi hanno promesso di ultimarla o almeno coprirla entro tre settimane. Vedremo!
Salvador, 2 giugno 1969
Qui tutto bene. Mica tanto! Penso che avrete saputo che nella settimana scorsa è stato assassinato un prete giovane di tre anni di Messa, amico di Dom Helder Câmara. Tutti qui dicono che sia stato ammazzato perché cercava di aprire gli occhi al popolo, soprattutto agli studenti: un prete un po’ scomodo alla dittatura! Qui vorremmo fare una concelebrazione per partecipare al dolore di Recife e anche per dimostrare la nostra condanna verso quelli che l’hanno ammazzato.
Ieri abbiamo parlato molto chiaramente durante la Messa, ormai penso che il popolo debba sapere quali sono i suoi governanti.
Qui a Salvador tutto è calmo, almeno esteriormente. Dovete stare assolutamente tranquilli, noi si continua come prima il nostro lavoro solo con un po’ più di prudenza. Che non vuol dire però vigliaccheria.
Salvador, 9 giugno 1969
A proposito, in Italia c’è stata ripercussione della notizia dell’uccisione di un prete a Recife? Ancora non si sa chi è stato l’assassino, ma sembra sempre di più che siano stati come autori elementi di destra legati al governo dittatoriale, ai quali le prediche del prete non piacevano troppo. C’è una campagna contro i preti comunisti… E molte volte la polizia segreta assiste alle prediche dei preti per poi accusarli. Ma state tranquilli, gli italiani qui sono considerati gli ultra reazionari e fascisti. E perciò noi si lavora come sempre e con molta tranquillità.
Il lavoro continua bene. Fermo sta il posto medico, la gente sembra che non abbia nessun interesse, e ieri sera nella Messa ho insistito abbastanza duramente perché facessero qualcosa, dicendo chiaramente che il posto non servirà a me, perché tra due o tre mesi me ne vado… Spero che la paura di perdermi muova la gente a fare qualcosa, perché i baiani sono sentimentali e già ieri sera c’era qualche ragazza che cominciava a piangere.
Il lavoro del ginnasio, della scuola elementare continua bene e adesso stiamo vedendo di fare qualcosa per insegnare un mestiere ai giovani. Le difficoltà sono molto grandi, ma spero di tirar fuori qualcosa.
Salvador 16 settembre 1969 (questa data è sbagliata. A settembre Paolo era già tornato in Italia e alcuni dettagli della lettera indicano una situazione che potrebbe indicare il mese di giugno)
La situazione politica continua super pesante. Ieri hanno ucciso uno studente a Rio de Janeiro e qui hanno imprigionato alcuni studenti. La dittatura sta peggiorando sempre più. È difficile vedere un segno di speranza. Nei sacerdoti più aperti c’è una sfiducia sempre più grande verso i vescovi, che sanno solo stare zitti e leccare i piedi dei militari.
Le notizie sono tutte censurate, ma si sa che ci sono vari preti in carcere e molti, molti laici cattolici e no. E le torture che la polizia usa sono super terribili. A Salvador la situazione, almeno per il clero, è buona perché il Vescovo è amico del Governo. Ma non so fino a che punto questo sia bene, perché la gente più cosciente si sta allontanando dalla Chiesa che si vende al governo.
… Per poter aiutare un po’ la mia gente, sto facendo un corso di muratore, terminerò alla fine del mese. Lavoro tre ore al giorno e il corso è dato dalla Segreteria di lavoro. Per ora le mie mani sono piene di vesciche e ancora non ho molta resistenza, ma spero di imparare bene. Se a casa c’è qualche lavoro da fare, potete lasciare per il mio ritorno. I miei compagni di lavoro naturalmente non sanno che sono prete. Ma già sono riuscito a fare amicizia con tutti.
Salvador, 23 giugno 1969
Continua il mio corso di muratore e le mie mani stanno meglio, ormai mi sto abituando allo scalpello e al martello. Mercoledì dovrò imparare a fare l’impasto di cemento e ad alzare i muri. Intanto venerdì scorso ho ricevuto la prima paga (per una settimana): NCR[6] 5 (= manco 1000 lire), ma è un corso di apprendisti. Mi rendo intanto sempre più conto che è una buonissima esperienza per me. Potrò aiutare i poveri che hanno bisogno di aggiustare la propria casa e lavorando mi sentirò meno parassita e più vicino alla mia agente.
Per il resto, salute compresa, tutto bene. Il lavoro continua bene e la gente di qui comincia a piangere perché non crede troppo che io ritorni dall’Italia.
La situazione politica continua, come sempre. Prigioni a gettito continuo. In alcune parti del Brasile già c’è la guerriglia, ma il governo non lo ammette. Sembra che ci debba essere un giro ulteriore di vite. Le poche notizie che si sanno sono tutte sul si dice, perché la censura è onnipresente. In occasione della visita di Rockefeller in Brasile, anche qui e Salvador molti studenti sono stati arrestati, rimarranno in prigione senza processo, tanto ufficialmente non si sa nulla! Verso la metà di luglio i vescovi si riuniranno, e molti preti stanno facendo pressione perché mantengano la parola di difendere gli oppressi. Ma penso che il sacro timore prevalga come sempre. Intanto i più decisi tra i laici si allontanano dalla Chiesa perché la vedono sempre più compromessa col governo e coi ricchi. Certo la situazione è grave, il nostro Cardinale ha dichiarato che se anche Roma darà il permesso ai preti di lavorare, lui non lo darà, se darà il celibato libero, lui non darà questa libertà…. E pensare che il nostro Vescovo è considerato in Italia uno aperto. Dopo aver ricevuto le conclusioni delle discussioni del clero, ha detto che è bello che noi abbiamo discusso, ma che non serve a niente perché tanto chi è che decide è lui! Viva la sincerità!
Salvador, 29 giugno 1969
Potrei cominciare a scrivervi dicendo che oggi sono 7 anni che sono diventato prete. Una data molto importante per me. Stamattina, celebrando ho ricordato la mattina di 7 anni fa e tutti voi. È chiaro che dinanzi a queste ricorrenze uno non sa cosa dire. C’è da ringraziare Dio per avermi scelto e nello stesso tempo da supplicarlo perché abbia compassione se non sono sempre generoso nel rispondergli, e perché continui a tenermi le mani sulla testa, perché continui a tentare di fare del mio meglio.
Certo, in questi giorni non è facile fare il prete, ma mi pare che sia tanto bello, anche se tanto rischioso. Certo, ancora non mi sono pentito e spero proprio di non pentirmi. Voi continuate a pregare – preghiamo tutti uniti (è tanto bello pensare che nella messa mi unisco non solo ai fratelli presenti, ma anche a tutti i cristiani – e in prima fila, ci siete sempre voi), perché possa sempre essere un bravo prete. Certo, dopo 7 anni di prete è da domandarsi proprio se sto facendo tutto quello che Dio chiede da me.
Il lavoro di muratore! Va bene! Sto facendo progressi. Stiamo già alzando un muro e non è tanto facile come potrebbe sembrare a prima vista. Ancora non ho ricevuto le vostre impressioni su questa mia nuova attività. Ma spero che avrete compreso che non lo sto facendo per sport o per spirito di novità, ma perché voglio tentare tutto quello che si può che mi può avvicinare di più ai miei amici. Le mani vanno meglio. Ormai ho i calli e le vesciche sono scomparse. Spero che potrete notare le mie mani di muratore. Così con un figlio professore, uno diplomatico, uno tecnico, ora avete anche uno muratore.
Salvador, 17 luglio 1969
Ieri ho finito il corso e tra poco avrò il diploma di muratore.
Domenica scorsa ho lavorato come muratore per mettere a posto il posto medico, e i giudizi degli intenditori sono abbastanza lusinghieri: dicono che come muratore ho della stoffa.
[1] Suor Giorgina Muratori era la sorella del nonno materno di Don Paolo, che dirigeva una scuola magistrale a Fossombrone.
[2] Altro brasilianismo: partecipare di invece di partecipare a.
[3] Per Antonina significa attraverso Antonina, una delle volontarie che era allora in Italia.
[4] Assumir significa farsi carico, prendere la responsabilità.
[5] Toto era un sarto di Fano, dal quale il padre di Don Paolo si faceva cucire i vestiti.
[6] La sigla indica il Novo Cruzeiro, nuova moneta nazionale, adottata dopo una grave crisi di inflazione.
